C'è un rituale che si ripete ogni anno, puntuale come le cicale. Appena l'estate smette di essere gradevole e diventa oppressiva, milioni di italiani accendono il condizionatore (qui il nostro approfondimento sui modelli senza tubo), lo puntano al massimo, impostano la temperatura più bassa possibile, e aspettano che succeda qualcosa. Poi guardano la bolletta di agosto e non capiscono. Il condizionatore è forse l'elettrodomestico che gli italiani usano peggio in assoluto, perché nessuno ha mai spiegato davvero come funziona, cosa chiedergli e, soprattutto, cosa non chiedergli mai. Il manuale incluso in dotazione è spesso inutile, le indicazioni sui tasti sono criptiche. E il senso comune (quella vocina che dice «più freddo è, prima raffredda») è quasi sempre sbagliato.

Il termostato non è un acceleratoreQuando si entra in una stanza a 35 gradi, la prima cosa che si fa è prendere il telecomando e impostare la temperatura al minimo (16, 17 gradi) con l'idea che in questo modo il condizionatore «lavori di più» e raffreddi più in fretta. Poi, quando si è soddisfatti, si alza la temperatura.Questo ragionamento ha una sua logica apparente. Solo che è completamente sbagliato, e per capire perché bisogna capire come funziona un condizionatore moderno. Quasi tutti i climatizzatori venduti oggi sono di tipo inverter, che significa che il compressore (il cuore del sistema, quello che consuma energia) non è un interruttore che va o tutto acceso o tutto spento. È un motore a velocità variabile. Quando la differenza tra la temperatura rilevata nell'ambiente e quella impostata sul termostato è grande, il compressore gira veloce, spinge al massimo. Quando quella differenza si assottiglia, rallenta, lavora in modo più efficiente, consuma meno.Impostare 16 gradi in una stanza a 35 significa chiedere al compressore di girare al massimo per tutto il tempo necessario a raggiungere i 16 gradi, senza mai trovare quel punto di equilibrio in cui il sistema diventa efficiente. Se invece si imposta direttamente 24 gradi, il compressore inizia a modulare non appena la stanza scende verso quella soglia, lavorando con consumi molto inferiori. La stanza raggiunge i 24 gradi nello stesso tempo (o quasi) ma con un consumo sensibilmente più basso. E non si rischia di ritrovarsi a friggere sotto una coperta in agosto perché ci si è dimenticati di alzare il termostato. Il termostato è una destinazione, non un pedale dell'acceleratore. Va impostato sul valore che si vuole raggiungere senza strategie strane.