Quando nei primi anni '70 qualcuno lo incontrava dalle parti di corso Giulio Cesare dove aveva aperto il suo negozio di sofà e divani e gli chiedeva qualche ricordo del campionato del Mondo che vinse con l'Italia nel '34 o del quinquennio d'oro della sua Juve degli anni '30, lui si schermiva, preferendo parlare «molto dei compagni e poco di sé», come ricorda Carlo Moriondo nell'articolo su Stampa Sera datato 11 febbraio 1977, giorno della sua morte. Perché Luigi Bertolini con il suo immancabile fazzoletto bianco annodato attorno ai capelli che calamitava i palloni, campione vero è stato, anche di discrezione e riserbo come è normale per chi da giovanissimo si alzava alle quattro del mattino per portare con il carretto frutta e verdura al mercato generale di Busalla. Anche per questo il suo nome, riemerso in questi giorni per la vicenda legata alla gara di solidarietà per restituirgli una degna sepoltura, è giusto che venga ricordato pure tra i più giovani. La raccolta fondi per la sepoltura di Luigi Bertolini Dal 15 dicembre 2018 i resti di Bertolini giacciono infatti nel campo comune del Cimitero Parco dopo essere stati estumulati e, in assenza di parenti che se ne prendano carico, alcuni appassionati del calcio di quei pionieri hanno fatto partire una sottoscrizione affinché i resti di uno dei mediani più forti degli anni Trenta abbiano degna sepoltura. Dove potrebbe essere sepolto dopo la raccolta C'è tempo fino a settembre e molto si sta già muovendo tanto che Emanuele Bellingeri, presidente del Museo Grigio, memoria storica dell'Alessandria nelle cui fila Bertolini militò per cinque anni prima del passaggio alla Juve per 180.000 lire, assicura: «Ci prodigheremo in ogni modo presso le istituzioni perché Bertolini trovi riposo. Sarebbe bello trovare per lui una sepoltura in un cimitero che contempli un percorso di grandi dello sport della nostra regione». Una volta raggiunta la quota necessaria, la destinazione potrebbe essere il Cimitero Monumentale di Torino dove esiste già un percorso che ricorda i grandi Torinesi. La carriera di Luigi Bertolini tra Juventus e Arsenal Perché Bertolini, che ai suoi tempi venne richiesto anche dall'Arsenal, a Torino ha vissuto molti anni della sua vita, anche come allenatore. Dal 1953 al 1955 fu mister del Cenisia di via Cesana negli anni in cui le violette erano uno dei fiori all'occhiello del pallone piemontese. Lì allenò il portiere Battara, vinse il campionato di Promozione portando il Cenisia tra i semiprofessionisti. L'ultima sua panchina fu quella del Chieri nel '65-'66 in D ma la sua esperienza non servì a salvare gli azzurri dalla retrocessione in Prima Categoria.