Ma potrebbe anche esserci qualcuno che oggi non si è ancora attivato. Quando riceverà il rimborso? In generale, le somme a credito vengono rimborsate dai sostituti d’imposta nella prima retribuzione utile: quella del mese successivo alla ricezione del “730-4” con cui il Fisco comunica l’importo da restituire (per gli enti pensionistici, si tratta del secondo mese successivo). Perciò, i lavoratori che invieranno il 730 entro metà luglio riceveranno indicativamente il rimborso entro agosto, come ricorda l’Agenzia, anche se la tempistica esatta dipenderà dalla predisposizione della busta paga da parte dei singoli datori di lavoro, oltre che dal momento di pagamento dello stipendio. Per chi si rivolge a Caf e intermediari bisogna poi tenere conto delle finestre specifiche di invio: la terza si chiude il 23 luglio e riguarda le dichiarazioni predisposte fino al 15 del mese.I modelli da cui scaturisce un rimborso superiore a 4mila euro, o che comunque presentano indici di anomalia, sono sottoposti a controlli preventivi da parte del Fisco (come stabilito dal provvedimento 182408/26). Se emergono profili da approfondire, il rimborso viene congelato e – in caso di esito positivo – arriverà entro sei mesi dalla scadenza ordinaria per l’invio, cioè entro marzo 2027.Inserire i bonus dimenticatiUn altro caso frequente è quello di chi, dopo aver inviato in fretta il 730, si accorge di aver dimenticato una spesa agevolata. La chance di annullare e sostituire il modello con il fai-da-te si è chiusa il 22 giugno, perciò chi procede con l’invio diretto fino al 30 settembre ha solo la via del modello Redditi correttivo “nei termini” (in alternativa ci si può sempre rivolgere a un intermediario abilitato). Attenzione: una correzione che amplia il rimborso – ad esempio aggiungendo 200 euro ai 1.000 già chiesti con il 730 – non vanifica l’accredito “veloce” originario. In altre parole, i primi 1.000 euro arrivano comunque in busta paga o pensione, e gli altri 200 seguono l’iter dei rimborsi da Redditi: il contribuente può chiedere di riceverli sul conto corrente o usarli in compensazione o riportarli nella dichiarazione dell’anno successivo.Dove calano i beneficiariTra i modelli 730 già inviati, oltre alla crescita degli importi medi, si nota una leggera riduzione dei beneficiari per alcune agevolazioni: spese universitarie (-0,9%), affitti degli studenti fuori sede (-0,2%), attività sportive dei ragazzi (-0,2%) e mutui (-1,1%). Questi cali, in generale, sono più che compensati dall’aumento dei beneficiari della detrazione sulle spese sanitarie (+2,4%), ma vanno comunque spiegati: per i mutui può trattarsi del naturale processo di chiusura dei prestiti sulla platea esaminata, mentre la riduzione delle spese legate ai figli sembra riflettere il calo demografico. In questo senso, non suona in contraddizione l’aumento delle spese scolastiche (+0,2%), perché questo bonus ha visto un progressivo innalzamento della spesa detraibile – 1.000 euro nei modelli 2026 – e della qualità dei dati precaricati.L’analisi del Caf Acli rileva altri aspetti interessanti. Aumenta la frequenza delle donazioni (+0,6%), ma il maggior incremento in valore assoluto è quello degli assegni al coniuge (+132 euro), frutto dell’indicizzazione degli importi.
Dichiarazioni 2026, spese agevolate +6% nel 730. Così i rimborsi per i ritardatari
Secondo il Caf Acli nei modelli di quest’anno crescono gli importi medi di 11 delle 12 agevolazioni più utilizzate per salute, figli e famiglia. Le Entrate: invii con il fai-da-te in rialzo del 10%







