Il momento in cui il fisco restituisce le imposte è tra i più attesi dell’anno, ma il possesso di un credito non basta per ottenere subito il pagamento. Tra scadenze tecniche, ruolo dei sostituti d’imposta, 730 precompilato e verifiche ordinarie dell’Agenzia delle Entrate, il percorso della restituzione Irpef presenta molte variabili e l’esito è meno automatico di quanto si immagini.

Il calendario 2026: la data di invio fa la differenzaNel 2026 la stagione dichiarativa prende avvio il 30 aprile, quando il 730 precompilato diventa consultabile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Dal 14 maggio è possibile accettare, correggere e trasmettere il modello, con termine ultimo al 30 settembre. Queste, però, non sono mere scadenze burocratiche: il momento della presentazione incide direttamente sulla rapidità dell’accredito. Anticipare l’invio mette in moto prima la lavorazione; chi completa l’adempimento entro il 31 maggio rientra nella prima finestra utile, con la prospettiva di vedere il credito nelle buste paga delle prime settimane estive. Chi attende i mesi successivi, fino al 30 settembre, dovrà invece mettere in conto uno slittamento fisiologico.

Dipendenti e pensionati: percorsi diversi per il “conguaglio”La parola chiave è conguaglio. Per i lavoratori dipendenti la procedura è in genere più snella: se indicato correttamente, il datore di lavoro opera come sostituto d’imposta e accredita la somma direttamente in busta paga a partire da luglio. In caso di cambio di impiego durante l’anno, è essenziale aggiornare con precisione i dati del nuovo datore per evitare inceppi che possano prolungare i tempi.