Con il mese di luglio arriva il periodo dei conguagli fiscali: sono infatti in arrivo i primi rimborsi Irpef derivanti dalla dichiarazione dei redditi. Ogni anno milioni di contribuenti attendono infatti l'accredito delle somme spettanti dopo la presentazione del modello 730, ma le tempistiche non sono uguali per tutti.
A determinare la data del rimborso sono principalmente due fattori: il momento in cui viene trasmessa la dichiarazione e la presenza di un sostituto d'imposta, ossia il datore di lavoro per i dipendenti o l'Inps per i pensionati. In linea generale, chi presenta il modello 730 nelle prime settimane utili riceve il rimborso prima, mentre i pensionati devono normalmente attendere di più rispetto ai lavoratori dipendenti. Quando spetta il rimborso Irpef Il rimborso Irpef viene riconosciuto quando dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito fiscale a favore del contribuente. Si tratta della situazione in cui le imposte già versate nel corso dell'anno risultano superiori a quelle effettivamente dovute, anche grazie alle numerose detrazioni e deduzioni previste dalla normativa fiscale.Tra le spese che possono generare un credito rientrano, ad esempio, quelle sanitarie, gli interessi passivi sul mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale, le spese di istruzione, le spese per attività sportive dei figli, gli interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica, oltre alle detrazioni per familiari fiscalmente a carico e ad altre agevolazioni previste dalla legge.Se il contribuente ha un sostituto d'imposta, il rimborso viene erogato direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione attraverso il conguaglio fiscale. Chi, invece, presenta il modello 730 senza sostituto d'imposta riceve l'accredito direttamente dall'Agenzia delle Entrate, con tempi generalmente più lunghi poiché il pagamento viene disposto dall'Amministrazione finanziaria.Rimborso Irpef per i lavoratori dipendenti: i tempi I lavoratori dipendenti sono normalmente i primi a beneficiare del rimborso. Dopo la trasmissione del modello 730, il datore di lavoro riceve i risultati contabili della dichiarazione e provvede ad effettuare il conguaglio nella prima retribuzione utile o, se non possibile, in quella immediatamente successiva.Indicativamente, il calendario è il seguente: 730 trasmesso entro la fine di maggio: rimborso nella busta paga di luglio; 730 inviato tra l'inizio e la metà di giugno: accredito previsto ad agosto; 730 presentato tra la fine di giugno e la metà di luglio: rimborso generalmente a settembre. In sostanza, anticipare la presentazione della dichiarazione consente, nella maggior parte dei casi, di ottenere il rimborso con maggiore rapidità.Quando arriva il rimborso ai pensionati Per i pensionati le operazioni di conguaglio richiedono generalmente tempi leggermente più lunghi. In questo caso è l'Inps, in qualità di sostituto d'imposta, a gestire gli accrediti, che vengono normalmente effettuati con circa un mese di ritardo rispetto a quelli destinati ai lavoratori dipendenti.Le tempistiche indicative sono le seguenti: 730 presentato entro la metà di giugno: rimborso nel cedolino di agosto; 730 trasmesso tra la metà di giugno e il mese di luglio: accredito nel cedolino di settembre; dichiarazioni inviate successivamente: pagamento tra ottobre e dicembre, a seconda della data di elaborazione. Per questo motivo, salvo casi particolari, agosto rappresenta il primo mese utile in cui i pensionati possono visualizzare il rimborso Irpef sul proprio cedolino.Chi non ha un sostituto d'imposta Una situazione diversa riguarda i contribuenti che presentano il modello 730 senza sostituto d'imposta. In questo caso il rimborso non viene liquidato in busta paga o sulla pensione, ma direttamente dall'Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente indicato dal contribuente oppure con altre modalità di pagamento previste.Le tempistiche sono generalmente più lunghe rispetto a quelle dei contribuenti assistiti da un sostituto d'imposta, poiché il pagamento dipende dalle lavorazioni dell'Agenzia delle Entrate.Possibili ritardi: quando intervengono i controlli del Fisco Non tutti i rimborsi vengono erogati automaticamente. In presenza di particolari situazioni, l'Agenzia delle Entrate può infatti disporre controlli preventivi prima di autorizzare il pagamento del credito.Le verifiche possono essere effettuate, ad esempio, quando emergono incongruenze rispetto ai dati in possesso dell'Amministrazione finanziaria, quando il contribuente modifica in maniera significativa la dichiarazione precompilata oppure quando vengono richiesti rimborsi di importo particolarmente elevato.Particolare attenzione è riservata ai crediti superiori a 4.000 euro, che possono essere sottoposti a controlli aggiuntivi prima dell'erogazione. In questi casi i tempi di accredito possono allungarsi sensibilmente rispetto alle scadenze ordinarie.Come verificare lo stato del rimborso Per monitorare l'avanzamento della pratica è possibile consultare il proprio modello 730, verificare il cedolino della pensione o la busta paga e accedere all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, dove sono disponibili le informazioni sullo stato della dichiarazione e sull'eventuale rimborso in lavorazione.









