Con la busta paga di luglio 2026 arriveranno i conguagli Irpef ai contribuenti che sono stati più rapidi a compilare e inviare il Modello 730. Per gli altri è necessario aspettare: l’arrivo del pagamento dipende sia dalla propria situazione – lavoratori, pensionati, persone senza sostituto d’imposta – sia dalla data di invio della dichiarazione dei redditi.

A luglio 2026 i primi contribuenti che hanno inviato la dichiarazione dei redditi all'Agenzia delle Entrate, i più rapidi a completare le procedure, riceveranno il rimborso Irpef. O meglio, lo otterranno se sono lavoratori che hanno inserito un sostituto d'imposta: per i pensionati e per chi non ha un sostituto d'imposta, invece, l'attesa sarà più lunga.

Ogni anno, tutti i dipendenti e pensionati che hanno un credito fiscale con lo Stato possono riscuoterlo tramite il Modello 730. Le tempistiche con cui si ricevono i soldi, però, dipendono principalmente da due cose. Innanzitutto, quanto si è rapidi a compilare la dichiarazione dei redditi: a luglio riceveranno il rimborso solo coloro che hanno chiuso la pratica nelle prime settimane disponibili, e comunque prima di giugno. In più, c'è una distinzione tra pensionati – che devono attendere tempi più lunghi prima di trovare il rimborso nel cedolino – e lavoratori. Anche tra questi ultimi, chi per qualunque motivo non ha un sostituto d'imposta ma si fa inviare i soldi direttamente dal Fisco deve aspettare una trafila maggiore e riceve i soldi più tardi. Infine, va sottolineato che può influenzare le tempistiche anche l'entità del conguaglio. Ovvero, se lo Stato si ritrova una richiesta di rimborso da oltre 4mila euro da parte di un contribuente, si prende più tempo per effettuare dei controlli. E quindi, anche in questo caso, la somma può arriva più in là rispetto alle tempistiche previste.