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Aldo Cazzullo

Deschamps, che ha vinto il Mondiale da capitano nel 1998 e da allenatore nel 2018, è all'ultima esperienza con i Bleus. Perfezionista, soprannominato Monsieur La Gagne per fame di vittoria, se vince fa il suo dovere, se perde diventa il bersaglio naturale

DAL NOSTRO INVIATODALLAS — Lo chiamano Monsieur La Gagne, perché vuole vincere sempre. E per vincere pareva disposto a rinunciare a tutto; anche al bel gioco. Anche per questo, anziché essere idolatrato — alzò la Coppa del Mondo da capitano nel 1998 e da allenatore vent’anni dopo, impresa riuscita prima di lui solo al brasiliano Zagallo e al tedesco Beckenbauer —, Didier Deschamps in patria è stato spesso criticato.

C’è un aneddoto che lo descrive. Deschamps ha un solo figlio, Dylan, che ora ha trent’anni, ma ha avuto un’infanzia difficile. Papà voleva di continuo giocare a tennis e a calcio con lui: sfide ai rigori, alle punizioni; al campetto, in casa. Ma non lo lasciava mai vincere. Così lui, anziché al calcio, si è dedicato alla finanza. Ha sposato un’influencer (i francesi dicono «influenceuse»), Mathilde Cappelaere. La coppia era in tribuna a Philadelphia a sostenere la squadra del padre contro il Paraguay. C’era anche Claude Deschamps, la moglie, al suo fianco da quarant’anni, quando erano ragazzi.