L'attrice omaggia il re del teatro deceduto un anno fa: "Le sue produzioni erano esperienze irrazionali"

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da SpoletoMolti spettatori delle performance di Robert Wilson devono aver pensato quel che pensò Isabella Rossellini (foto), quando il grande artista americano le chiese di leggere un libro di Umberto Eco. "Ne farò uno spettacolo con te protagonista", le disse. "Io lo lessi - racconta l'attrice - E poi gli confessai: Non ci ho capito nulla. E lui, di rimando: Neanch'io". Perfetto: sintesi ideale del segreto di quei celebri (quanto inspiegabili) spettacoli: "Bob era del tutto estraneo alla razionalità - spiega la Rossellini - E del tutto irrazionali risultavano le sue produzioni". E così domenica a Spoleto, per il Tributo con cui la Fondazione Carla Fendi ha onorato la memoria del geniale regista, ad un anno dalla scomparsa, in quel Festival dei Due Mondi che nel 1974 lo rivelò clamorosamente al mondo, si è scoperto un pezzetto del mistero Bob Wilson. "La sera della prima al Lincoln Center la sala era piena, noi attori eravamo pronti - ha raccontato la Rossellini - Ma lui non si decideva a dare il via. Senza alcun motivo fece alzare il sipario con quaranta minuti di ritardo. Gli chiesi: perché? E lui: Sentivo che il pubblico si aspettava di essere intrattenuto. Ho dovuto rompere quell'aspettativa. Il mio è un teatro di contemplazione, non di narrazione".