A presentare ieri il camp "In meta!", all'ultimo piano di Palazzo Lombardia, sono stati il presidente della Regione Attilio Fontana e il sottosegretario allo Sport Federica Picchi
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È stata per anni una delle esperienze più formative compiute all'interno del carcere minorile Beccaria: una lunga storia di avviamento allo sport che culminò con l'arrivo all'istituto di via Calchi Taeggi di una delegazione degli All Blacks neozelandesi. Ora, dopo una lunga pausa, la pallaovale torna al Beccaria, con un camp che a settembre vedrà la presenza dietro le sbarre di un'altra icona rugbistica, l'ex apertura della Nazionale Diego Dominguez. Sarà un camp multidisciplinare, aperto anche ad altri sport, ma che avrà nel rugby il suo core business. Perchè già l'esperienza passata ha dimostrato come a influenzare positivamente il percorso detentivo dei giovani siano soprattutto alcuni valori che nel rugby da principio etico diventano prassi concreta: si pensi alla lealtà e al rispetto delle regole, senza di cui una partita diventa una bolgia. Ma anche alla parità, che è un rimedio contro bullismo e nonnismo: in campo non ci sono boss, tutti colpiscono e vengono colpiti con la stessa franchezza.







