C’è uno ‘spirito’ che da cinquant’anni si aggira per Montepulciano e che per la sua natura eterea, diafana, risulta inafferrabile ai più. A far dannare più di un amministratore pubblico e di un artista è il cosiddetto ‘spirito del Cantiere’, ovvero il senso dell’idea primigenia di Hans Werner Henze, creatore e a lungo direttore del festival. L’obiettivo di Henze era preciso: rielaborare e semplificare le opere originali per renderle accessibili a giovani musicisti, studenti e interpreti non professionisti, permettendo loro di partecipare concretamente alla creazione artistica. Il cartellone 2026, 51esimo della serie, sembra voler rispettare questo indirizzo, visto che di Henze si celebrano i cento anni dalla nascita.

Così, per interpretare il ruolo di Don Chisciotte nell’allestimento che sabato e domenica, alle 21.30, andrà in scena al teatro Poliziano, segnando anche la riapertura di questo spazio scenico, è stato chiamato Alessandro Zazzaretta. Si attaglia male il termine ‘dilettante’ al 67 enne fisioterapista chiusino, da lungo tempo trapiantato a Montepulciano, per lo scrupolo con cui affronta qualsiasi impegno teatrale, come autore, regista, attore. Ma comunque si tratta di un ‘non professionista’; e parimenti il ruolo dell’inseparabile Sancho Panza è toccato a Anelio Salvadori, altro soggetto ‘prestato’ allo spettacolo, da decenni sodale del novello nobiluomo della Mancia.