BELLUNO - C’è un filo sottile che lega Crans Montana e il Vajont, nei racconti e nelle biografie di due sopravvissuti. Due disastri e due rinascite, testimoniate dalla vicenda personale e familiare della bellunese Alessandra Galli De Min. Il papà, Arrigo Galli, è stato tra i superstiti dell’onda del 9 ottobre 1963, che uscita dalla diga del Vajont ha travolto e raso al suolo Longarone (è morto nel 2025, a 91 anni). Lei, invece, è scampata all’incendio del Constellation, che nella notte di Capodanno ha provocato 41 morti e 115 feriti. E proprio il fatto di poter raccontare quanto accaduto quella notte – con tanto di ferite e cicatrici che porterà sul suo corpo per tutta la vita –, l’ha spinta a fondare “Oltre Crans Montana”, l’associazione delle famiglie italiane dei sopravvissuti. Il nome completo del sodalizio ricorda anche la data della tragedia, 1 gennaio 2026, quasi a voler fissare in maniera indelebile l’accaduto. Perché nel ricordo personale di Alessandra Galli De Min è già abbastanza grande il dolore provato, insieme alla paura di non farcela, lei che quella notte si è trovata al Constellation quasi per caso, per dare un passaggio a figlio di un’amica, e senza rendersene conto è finita nella fiammata che ha distrutto il locale e decine di vite. Ma c’è anche un altro motivo: «Legare Crans Montana e il Vajont» dice la cofondatrice dell’associazione. «Le due tragedie sono lontane nel tempo, ma unite dallo stesso insegnamento: la memoria non è soltanto ricordo, ma deve essere anche responsabilità. Solo trasformandola in impegno, prevenzione e solidarietà può diventare un’eredità concreta per le generazioni future». È il motivo per cui Galli De Min che risiede a Ginevra, dove è presidente della Famiglia Bellunese dell’Associazione Bellunesi nel Mondo – non ha fondato da sola “Oltre Crans Montana”. Ha scelto di aderire fin dalla costituzione dell’Associazione anche il figlio Tommaso, in un gesto fortemente simbolico di continuità tra generazioni. «Ho voluto che anche mio figlio Tommaso fosse tra i soci fondatori», racconta Alessandra Galli De Min. «Desidero sensibilizzare i miei figli ai valori della memoria, della solidarietà e dell’impegno civile. La continuità è fondamentale: la memoria non deve fermarsi a chi ha vissuto una tragedia, ma diventare patrimonio delle nuove generazioni».
Vajont a Crans Montana, il filo sottile: «Un’associazione per ricordare insieme i sopravvissuti»
BELLUNO - C’è un filo sottile che lega Crans Montana e il Vajont, nei racconti e nelle biografie di due sopravvissuti. Due disastri e due rinascite, testimoniate dalla vicenda...







