HomeMagazineLibriWodehouse, un classico da ridere: il ritorno di romanzi intramontabiliSellerio ripubblica il ciclo di opere con la strana coppia formata da Bertie (il signore) e Jeeves (il maggiordomo)WodehouseRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 14 luglio 2026 – Wodehouse non “torna“. Come tutti i veri classici, non se n’è mai andato. Potrà sparire dalle librerie per qualche tempo; poi, puntualmente, qualcuno decide di ristamparlo e far ripartire la risata. Adesso tocca a Sellerio, che sta pubblicando il ciclo di romanzi con il giovin signore Bertie Wooster e il suo maggiordomo Jeeves. Riecco dunque Un mattino di gioia e il solito intrico di pasticci sentimentali, fidanzamenti con le persone sbagliate, scrittori distratti, poliziotti prepotenti, deliziose fanciulle un po’ troppo dispotiche, zie terribili, insomma tutta la consueta fauna wodehousiana, sempre uguale, sempre diversa e sempre divertente.
E dire che questo libro fu scritto fra il 1940 e il ’43, quando Pelham Grenville (1881-1975) passò dalla padella nella brace. Suddito britannico residente in Francia, dopo la débâcle fu internato dai tedeschi, ma commise l’errore di raccontare le sue disavventure a radio Berlino facendo infuriare gli inglesi, che lo considerarono poco meno che un traditore. Così, dopo la guerra si trasferì negli Stati Uniti: l’ingrata Patria lo fece baronetto appena prima che morisse. Fra chi lo difese, nientemeno che Orwell: “Proprio come un cattolico intelligente è in grado di vedere che le blasfemie di Baudelaire o di James Joyce non sono veramente dannose per la fede cattolica, così un lettore inglese riesce a notare che quando crea personaggi come Hildebrand Spencer Poyns de Burgh John Hanneyside Coombe-Crombie, dodicesimo Conte di Dreever, Wodehouse non sta realmente attaccando la gerarchia sociale. Infatti, nessuno che genuinamente disprezzasse i titoli scriverebbe così tanto su di loro. L’attitudine di Wodehouse verso il sistema sociale inglese è la stessa che mantiene verso il codice morale della public school – tutto facezie morbide per coprire un’accettazione non ragionata delle medesime”.







