Seveso (Monza), 14 luglio 2026 – Il 10 luglio 1976 Francesco Rocca era un signore di 44 anni, con una moglie, tre figli, un posto da dirigente in una fabbrica di Barlassina, una militanza basata su una solida formazione della Democrazia cristiana e una fascia da sindaco conquistata nel 1970 e tenuta dieci anni.

Nelle immagini dei giorni in cui tutto è sembrato perso, la tragica stagione della diossina, è stato il volto di Seveso per il mondo e una spalla su cui appoggiarsi per una intera comunità sbigottita, ferita, dispersa dagli sgomberi. Rocca conciliante, accigliato, deciso e sollecito, appare sempre in mezzo alla sua gente. A discutere, spiegare, assolvere.

Un'immagine al tempo del disastro della diossina

Il volto della politica vicina alla gente

Rocca, negli anni del dramma, della paura, dello smarrimento e della lenta, difficile rinascita è il volto delle istituzioni, quelle vicine, è il volto della politica. Anzi, meglio chiarirlo: della buona politica. Quella che sa fare, quella che sa conciliare, mediare fra esigenze diverse, trovare un modo per ottenere risultati, quella che – soprattutto – sa rappresentare. Non solo i propri elettori, ma una intera comunità.