Stefano Ciafani, presidente di Legambiente Italia, quest’estate segna l’ennesimo record di caldo, con laghi e fiumi ai minimi storici: siamo ormai oltre la soglia dell’emergenza stagionale ed entrati in una crisi strutturale? «Siamo nel pieno di quell’emergenza climatica che gli scienziati avevano preannunciato già negli Anni 80. La scienza era stata già chiara 40 anni fa: il Mediterraneo sarebbe diventato un hotspot e l’Italia al centro del mediterraneo ne avrebbe pagato pesantemente le conseguenze. Sono anche arrivati gli uragani mediterranei, ampiamente preannunciati». Cosa cambia nella narrazione pubblica del problema? «C’è una grande consapevolezza nella cittadinanza (lo dimostrano tutti i sondaggi di opinione). Purtroppo la politica va dietro alla minoranza rumorosa contro la transizione ecologica ed energetica, di cui siamo ostaggi, e non tiene in considerazione la maggioranza silenziosa che vuole accelerare la riconversione ecologica dell’economia».
I ghiacciai alpini si stanno ritirando a vista d’occhio: quali sono i dati più aggiornati di Legambiente e cosa significa questa perdita per l’approvvigionamento idrico di pianura nei prossimi decenni? «La fusione dei ghiacciai sta accelerando come dimostrano anche i dati della nostra campagna estiva “Carovana dei ghiacciai”, realizzata in collaborazione con la Fondazione Glaciologica italiana. Questo sconvolgerà il bilancio idrico di tutta la Pianura Padana. C’è un altro problema. Le Alpi stanno subendo una devastazione paesaggistica a causa della crisi climatica. E purtroppo sarà permanente, se non la fermiamo per tempo abbandonando l’uso delle fonti fossili che alimentano questo dramma, sostituendole con le fonti pulite e l’innovazione».












