Il caso.14 luglio 2026 alle 00:19

Bruxelles. Una vasta campagna di spionaggio condotta in almeno dieci Paesi europei. Un’azione «malevola», targata Cremlino sotto le mentite spoglie dal gruppo di hacker Turla. Nel giorno del vertice dei Volenterosi la Francia ha aperto un vaso di Pandora: il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot rivela una «vasta campagna informatica con finalità di sabotaggio e spionaggio» condotta dalla Russia. E annuncia la convocazione «nei prossimi giorni» dell’ambasciatore di Mosca a Parigi. Berlino, a ruota, ha convocato il rappresentante della Russia in Germania e l’Ue ha dato via libera a sanzioni per nove individui e quattro entità collegati alle attività cyber di Mosca. Per il 21esimo pacchetto di misure, invece, il placet del Consiglio Affari Esteri non si è concretizzato. Ma, ha assicurato l'Alto Rappresentante Kaja Kallas, la luce verde è vicina.

L’allarme lanciato dalla Francia non ha colto di sorpresa gli altri Paesi europei. Secondo Parigi e Bruxelles «il 16° Centro del Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) controlla una serie di gruppi responsabili di minacce informatiche, tra cui Turla. Da anni l’Fsb conduce una vasta gamma di attività informatiche dannose, con una gravità crescente, che colpiscono l’Ue, i suoi Stati membri e i partner internazionali, in particolare l’Ucraina». «Tali attività - ha sottolineato Kallas - hanno incluso l’infiltrazione nelle reti governative e il sabotaggio di infrastrutture critiche. Tra gli altri, sono stati presi di mira Francia, Germania, Polonia, Cipro, Paesi Bassi, Austria, Slovacchia, Romania e Finlandia. In Francia, il 16° Centro ha condotto attività di spionaggio informatico contro enti governativi strategici dal 2010 e contro l’industria della difesa nel 2025. In Germania ha preso di mira enti governativi. Recentemente in Polonia ha condotto operazioni di sabotaggio volte a causare disagi contro infrastrutture critiche». E gli strani incidenti alla circolazione ferroviaria delle scorse settimane ne sarebbero una prova. E le indagini si fanno circoscritte: sono cybercriminali e hacker legati a società private russe ma anche funzionari dei servizi segreti i profili finiti nella blacklist che l’Ue ha redatto in stretta cooperazione con il Regno Unito.