La Francia accusa Mosca di una campagna informatica di spionaggio e sabotaggio contro una decina di Paesi europei. Bruxelles attribuisce le operazioni al 16° Centro dell’Fsb, collegato al gruppo Turla, e sanziona nove individui e quattro entità. Anche Berlino convoca l’ambasciatore russo

La campagna informatica attribuita alla Russia contro Paesi europei, ministeri, imprese e infrastrutture critiche diventa un caso diplomatico. Parigi convocherà l’ambasciatore russo nei prossimi giorni, dopo aver denunciato una vasta operazione di spionaggio e sabotaggio condotta da Mosca contro diversi Paesi europei, Francia compresa. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, spiegando che la risposta francese non si limiterà alla protesta formale: saranno adottate misure contro nove individui e quattro entità ritenuti responsabili della campagna, attribuita al Servizio federale di sicurezza russo, l’Fsb. Reuters ha riportato le parole di Barrot, secondo cui la campagna avrebbe avuto finalità di spionaggio e sabotaggio contro “una dozzina” di Paesi.

La stessa linea è stata formalizzata dal Quai d’Orsay in una dichiarazione di attribuzione pubblica. Il ministero francese degli Esteri sostiene che, da anni, la Francia sia bersaglio di attività cyber malevole condotte dal 16° Centro dell’Fsb, in particolare dall’Unità 61240, indicata come responsabile del dossier francese. Secondo Parigi, le operazioni si sarebbero appoggiate all’intrusion set noto come Turla e avrebbero colpito, tra gli altri, account del ministero delle Forze armate dal 2017, la rete del ministero degli Esteri presso l’ambasciata francese a Mosca nel 2018 e, nel 2019, un server riconducibile al settore giudiziario. Nel febbraio 2025, aggiunge il comunicato francese, un istituto di ricerca specializzato in tecnologie sensibili e collegato all’industria della difesa sarebbe stato colpito con esfiltrazione di dati.