Esistono centinaia di classifiche universitarie, ma le più autorevoli a livello globale sono tre. Danno risultati diversi perché pesano diversamente la didattica, la ricerca e la reputazione accademica. «QS World University Rankings» valuta la reputazione accademica e aziendale, l’internazionalizzazione e il rapporto docenti/studenti. Spesso vede il Massachusetts Institute of Technology (MIT) al primo posto. «Times Higher Education World University Rankings (THE)» privilegia la ricerca, l’insegnamento e le citazioni. «Academic Ranking of World Universities (ARWU - Shanghai)» si concentra esclusivamente sui risultati scientifici, come i premi Nobel e le pubblicazioni su riviste come Nature e Science. In questa classifica Harvard domina da anni.
Seguiamo con attenzione i risultati di queste classifiche grazie alle nostre Gianna Fregonara e Orsola Riva, che ci segnalano il posizionamento degli atenei italiani (in costante progresso), ma soprattutto ricordano i problemi: «Secondo l’Ocse — scrivevano il 18 giugno scorso — la spesa totale (pubblico-privato) per le istituzioni dell’istruzione terziaria equivale a circa l’1 per cento del Pil, contro l’1,3 per cento della Germania, l’1,7 della Francia, il 2,1 del Regno Unito e il 2,3 degli Stati Uniti».







