Undici anni dopo la morte di Paola Clemente, la bracciante agricola di San Giorgio Jonico deceduta il 13 luglio 2015 mentre lavorava nelle campagne di Andria per pochi euro l’ora, il suo nome continua a rappresentare «una battaglia civile» contro sfruttamento e caporalato. È questo il messaggio emerso dall’iniziativa promossa ad Andria, davanti al murale dedicato alla lavoratrice, in occasione del decimo anniversario della legge 199 del 2016 contro il caporalato.

«La morte di Paola ha rappresentato un passaggio cruciale che ha portato alla conquista della legge 199», ha ricordato la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci. «È stata una norma importante, ma non ha risolto il problema dello sfruttamento. Oggi dobbiamo continuare a vigilare sulla sua piena applicazione, non soltanto nella parte repressiva».

Secondo Bucci, il fenomeno nel frattempo si è trasformato. «Il caporalato ha cambiato forma, è diventato trasversale e coinvolge ormai molti settori: dall’agricoltura al turismo, dalla ristorazione all’edilizia. Essere qui oggi significa rinnovare l’impegno per la dignità del lavoro e delle persone». Un riferimento anche alle recenti vicende di sfruttamento emerse nel Foggiano: «Occorre rimettere al centro il valore costituzionale del lavoro e la responsabilità sociale d’impresa».