Clesio Gomes Tavares, il factotum di Valter Lavitola, resta in Camerun: “Non posso fermare adesso il lavoro”. Entrambi sono indagati per l’attentato a Sigfrido Ranucci.

Sigfrido Ranucci, nel riquadro in alto Gomes Tavares e in quello in basso Valter Lavitola.

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Clesio Gomes Tavares, il factotum di Valter Lavitola, non tornerà in Italia. È stato lui stesso a renderlo noto. Sarebbe dovuto tornare giovedì, ma vista la situazione si tratterà ancora in Camerun. L'uomo è indagato insieme al socio e mentore Valter Lavitola per l'attentato a Sigfrido Ranucci dello scorso ottobre, quando davanti alla sua villetta a Pomezia, in provincia di Roma, è esploso un ordigno.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti sarebbe stato Tavares a fare da intermediario fra Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il mandante, e gli esecutori materiali dell'attentato. È a casa di Tavares, inoltre, che è stato ritrovato il biglietto che avrebbe attestato la volontà di Lavitola di scappare in Africa, per raggiungerlo. Le parole di Tavares: "Se torno in Italia non mi fanno più partire" "Avevo già preso pure il biglietto, dovevo tornare giovedì in Italia, ma ho parlato con il legale locale, mi ha detto: Visto come stanno le cose forse loro non ti lasciano ritornare qui in Camerun – sono state le parole di Tavares raggiunto telefonicamente dal Tg1 – E io adesso sto facendo un lavoro, non mi posso fermare", ha detto, spiegando la ragione per cui non rientrerà in Italia.