Il risveglio non poteva essere più dolce. Re confermato dei nobili prati di Wimbledon, celebrato dalla stampa internazionale e ormai certo di restare numero uno del mondo almeno fino alla fine dell'anno. La delusione di Parigi sembra già appartenere al passato: sono bastate due settimane a Jannik Sinner per riprendersi la scena del tennis mondiale da dominatore assoluto.
Merito anche dell'assenza di Carlos Alcaraz, ma soprattutto della capacità sua e del suo team di trasformare l'amara sconfitta del Roland Garros in un punto di ripartenza. Lo ha lasciato intendere anche Darren Cahill, spiegando che la preparazione ai Championships è stata modificata proprio sulla scia di quanto accaduto a Parigi, pur ammettendo che "non sappiamo ancora con precisione cosa sia successo in Francia".
Quel ko è ormai un ricordo sbiadito dal tempo, come hanno evidenziato i giornali di mezzo mondo. "Il ritorno del re", "Sinner sconfigge il tempo", hanno titolato in molti. Il Times, invece, ha scelto: "Sinner mantiene i nervi saldi in una lotta per il titolo dal sapore retrò".
Un successo che consolida ulteriormente il suo primato: con 80 settimane da numero uno del ranking ATP, l'altoatesino entra nella top ten di tutti i tempi, raggiungendo al decimo posto Lleyton Hewitt. Il prossimo traguardo è già nel mirino: le 101 settimane di Andre Agassi, un obiettivo che, salvo sorprese, raggiungerà prima dell'inizio del 2027. Nel frattempo è già matematicamente qualificato alle ATP Finals di Torino, primo giocatore a staccare il pass per il gran finale della stagione.









