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12 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 18:22
Come cambiano le cose in appena due mesi. Dai dubbi per le sconfitte all’Australian Open e in Qatar al dominio incontrastato. E poco importa se si gioca sul cemento o sulla terra rossa, alla fine vince sempre lui. Il ritorno al numero uno del mondo di Jannik Sinner è figlio di questa parabola, iniziata a Indian Wells, passata da Miami e terminata con questo successo a Montecarlo su Carlos Alcaraz per 7-6 6-3. Tre Masters 1000 consecutivi nel 2026 nei primi tre appuntamenti. Quattro se si tiene conto anche del torneo di Parigi conquistato alla fine della scorsa stagione. Il 27esimo trofeo in carriera e l’ottavo Masters 1000 in totale.
Il Principato ha spezzato un piccolo tabù che iniziava a farsi fastidioso. Sinner ha ritrovato la vetta del ranking con il primo successo importante sulla terra rossa, reso ancora più significativo per averlo ottenuto proprio contro Alcaraz. L’altoatesino è stato semplicemente più forte. Di tennis ma soprattutto di testa. L’azzurro è stato più brillante, ha avuto più possibilità del rivale (ben undici palle break a favore) e soprattutto ha avuto la forza di rimontare il break subito a inizio secondo set, infilando ben cinque giochi consecutivi. Il tutto nonostante il vento forte e a folate, che ha condizionato molto il gioco e ha dato un’altra indicazione di valore: Sinner ha saputo adattarsi meglio del rivale a una giornata difficile da gestire. Insomma, dopo esserci andato vicino in passato, Sinner rompe l’inerzia favorevole di Alcaraz sulla terra rossa, che durava, nei precedenti tra i due, dalla finale nel 250 di Umago del 2022. Un altro Sinner, un altro Alcaraz.










