Interventi ottimistici sulla strada atomica per contrastare l’aumento dei prezzi energetici, tesi su guerra e condizionatori, ma anche battute maschiliste nell’allegria generale. Il caldo infernale, insomma, non ha solo l’effetto di divorare energia e far impennare le bollette, ma rischia di fare altri brutti scherzi. E sì che il nome dell’incontro organizzato a Napoli dal ministero dell’Ambiente e Unioncamere aveva un titolo anche impegnativo e sulla carta rigoroso, “Da Fermi al futuro“: si è trattato del secondo appuntamento del tour sull’energia nucleare organizzato dal ministero guidato da Gilberto Pichetto Fratin, dopo quello di Torino di un mese fa. Ha avuto luogo nello scenario di Villa Sanfelice di Monteforte nel massimo della formalità.

L’appuntamento non è stato dissimile dagli altri di settore. Giacche e cravatte, palazzo storico dell’Ottocento, discorso d’apertura del ministro, la Marina militare tra il pubblico, consulenti ministeriali tra gli speaker, moderazione del direttore del Mattino, Vincenzo Di Vincenzo (il giornale napoletano era media partner). In programma otto relatori e due moderatori, una sola donna: Gabriella De Maio, professoressa di diritto, in quota “esperta”. Nessuna per l’area politica. D’altronde si sa, l’energia è un affare da maschi, e ci sono i dati statistici. Secondo un sondaggio di Italia Solare e Key Energy uscito a marzo, le donne rappresentano solo il 35% degli occupati del settore, con concentrazione nelle funzioni non tecniche. Un’azienda su tre non ha neanche una donna in posizione apicale. E guarda caso all’evento di Napoli non c’era nessuna relatrice in quota politica. Nemmeno in teoria. Avrebbe dovuto esserci infatti un nono relatore e decimo partecipante, Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli di centrosinistra e presidente dell’Anci, che tuttavia non si è presentato preferendo “altri impegni”.