Il problema del caldo nelle strutture scolastiche di Bologna infiamma anche l'aula del consiglio comunale, dove oggi, 13 luglio. c’è stata una protesta di cui sono state protagonisti diversi genitori (con tanto di bambini al seguito) e lavoratori del settore: incursione che ha provocato una sospensione dei lavori e un faccia a faccia con le forze politiche di maggioranza e di opposizione.
L'iniziativa è stata promossa da Sgb, ma al momento della protesta spuntano anche due bandiere di Fp-Cgil e Fpl-Uil: circostanza che, nel corso della sospensione della seduta, non manca di suscitare fibrillazioni anche tra le stesse file di chi protesta. "Nidi e scuole non sono forni" e "la salute dei bambini non è un optional", si legge intanto sui cartelli esposti dalle famiglie; oppure: "rinfrescatevi le idee e raffrescate le scuole". Nell'aula del consiglio c'è l'aria condizionata e allora "potremmo portare qualche sezione di nido qui", è la provocazione lanciata da alcune operatrici di Sgb. "E' un anno che aspettiamo i condizionatori", urla una portavoce del sindacato di base.
"Ecco gli unici strumenti di cui siamo dotati per avere un minimo di refrigerio nelle scuole", aggiunge una manifestante agitando un ventaglio. Si chiede un'interlocuzione con il sindaco Matteo Lepore, che era in aula nei minuti precedenti ma non quando è iniziata la protesta: "a tagliare i nastri è molto bravo, magari può venire qui a parlare con i genitori". Famiglie e operatori chiedono dunque di climatizzare i locali, ma anche più punti acqua nei cortili: "mentre il sindaco presenta fontanelle per tutta la città, noi dobbiamo uscire con borracce e secchi- racconta una lavoratrice- per annaffiare le piante", che poi sono le stesse collocate l'anno scorso nelle piazze con i vasi e poi date alle scuole.







