PADOVA Il fallimento definitivo del Grande Raccordo Anulare (Gra) potrebbe cedere il passo alla "Circolare padovana", la nuova proposta da 400 milioni di euro presentata dal sindaco e presidente della Provincia Sergio Giordani ai 17 Comuni della Comepa. Un impegno economico enorme, che equivale alla metà circa di quello previsto per il nuovo ospedale. Uno studio di fattibilità, elaborato da Mfa Ingegneria, che fotografa il punto di rottura del quadrante ovest e nord-ovest, dove 100 mila veicoli nell'ora di punta paralizzano l'hinterland. La svolta infrastrutturale - che prevede 6,65 km di interventi per connettere la SR 47 alle tangenziali - ha incassato l'apertura all'interlocuzione di Forza Italia, che legge però i dati anche come una smentita alle storiche bandiere schierate sul tram: «Finalmente, dopo oltre nove anni di amministrazione di centrosinistra, la maggioranza propone una strategia organica per la mobilità cittadina», dichiarano Giampiero Avruscio, segretario cittadino di Forza Italia, e il vice Lorenzo Innocenti.

LA CRITICA I vertici azzurri accolgono il piano con interesse, ma pongono precise riserve politiche partendo dalla realtà dei flussi. Padova accoglie ogni giorno 500mila persone, di cui 300mila dalla cintura urbana. Molti usano l'auto per mancanza di alternative, una dinamica che persisterà anche con le nuove linee del tram: «È un'ammissione implicita, perché prevedere fino a 10 chilometri di nuove strade nella "circolare" significa riconoscere che il tram da solo non risolve i problemi di viabilità. Con l'arrivo della linea Sir 2 sulla Padana Superiore e la riduzione degli spazi per le auto, il rischio blocco è concreto».Abbandonando i toni ideologici, Forza Italia chiede a Giordani l'apertura immediata di un tavolo strategico e condiviso basato su quattro pilastri: rete ferroviaria, potenziamento immediato per una vera intermodalità, parcheggi scambiatori e il posizionamento nei principali nodi di accesso alla città: «Servono anche nuove bretelle, la creazione di percorsi alternativi alla viabilità ordinaria, lamanutenzione, interventi massicci sulle strade esistenti, a lungo trascurate» continuano i due forzisti. Il piano punta a liberare i centri abitati connettendo la Sr 47 alla rete delle tangenziali. Tra i cantieri considerati strategici rientrano il rifacimento del nodo tra la Sp 38 e la Sr 47 a Selvazzano Dentro, il potenziamento della Sp 13 Pelosa e la velocizzazione della tratta nord della linea Sir 2. Resta lo scoglio economico: 400 milioni di euro. Giordani confida nell'aiuto della Regione Veneto, a cui lo studio è già stato consegnato, convinto che l'unione tra Comuni e Provincia permetterà di reperire i fondi in tempi brevi. «Si ricomincia concludono Avruscio e Innocenti ma ci auguriamo si possa avviare un ragionamento serio per dare a Padova le infrastrutture che merita».LO SNODO Il piano tocca anche uno snodo storico atteso da oltre vent'anni per l'unificazione delle tangenziali. Per sbloccare il quadrante est, i tecnici hanno riesumato la soluzione "V2" (originaria dell'epoca del Gra), che prevede un ponte sul fiume Brenta per collegare la zona industriale di Limena con Saletto di Vigodarzere, congiungendo così la Sp 47 (tangenziale di Limena) e la Sr 308 del Santo. L'annuncio ha scatenato reazioni opposte. Il sindaco di Limena Stefano Tonazzo ha espresso grande soddisfazione per il passaggio sull'asse di via Breda, considerando l'opera fondamentale per liberare Limena e Vigodarzere dal collasso quotidiano del ponte della Libertà. Il vicesindaco Roberto Zanovello ha invece bollato la "V2" come una vecchia proposta già bocciata nel 2006: « L'opera creerebbe una cicatrice indelebile larga 25 metri, sventrando l'argine di Saletto fino al Muson dei Sassi». Contestati anche i costi, stimati tra i 160 e i 240 milioni di euro, ritenuti fuori portata.