<p>La nuova legge (o, meglio, formula) elettorale non rappresenta un punto di svolta per «affrontare il problema dell’astensionismo in Italia e riportare gli italiani a interessarsi della politica».

Lo ha spiegato a <em>MF-Milano Finanza</em> il giurista<strong> Sabino Cassese</strong>, già ministro per la Funzione Pubblica nel governo Ciampi ed ex giudice della Corte Costituzionale.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <p><span contenteditable="false"> </span><br> <strong>Domanda.

Professore, perché è più corretto parlare di riforma della formula e non della legge elettorale?</strong><span contenteditable="false"> </span> </p> <p><strong>R. </strong>Perché la <strong>legge elettorale</strong> disciplina, in oltre 200 pagine, l'intero <strong>procedimento elettorale</strong>: chi ha diritto di voto, le circoscrizioni...

La <strong>formula elettorale</strong> invece è il meccanismo tecnico con cui i voti vengono trasformati in seggi parlamentari.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p><span contenteditable="false"> </span><br> <strong>D.

C'è il rischio che i continui cambiamenti della formula creino incertezza e scoraggino i cittadini dal votare?</strong><span contenteditable="false"> </span> </p> <p><strong>R. </strong>Sì.