Lo scorso 25 ottobre 2024, Aurora Tila, secondo le ricostruzioni, era uscita di casa poco dopo le 8 di mattina, nonostante avrebbe dovuto raggiungere la scuola, dove le lezioni iniziavano alle 9. La madre si trovava nell'abitazione e, stando alla ricostruzione degli investigatori, la 13enne non avrebbe mai lasciato il palazzo. Sarebbe invece salita sul terrazzo dell'edificio, dove ad attenderla ci sarebbe stato l'ex fidanzato, reo confesso dell'omicidio.
La caduta dal balcone e le indaginiGli accertamenti dei carabinieri indicano che dai terrazzi è possibile raggiungere il tetto dell'immobile adiacente. Aurora, che viveva nel civico 56 di via IV Novembre, è precipitata dal terrazzo del numero 58. Ad aggravare la posizione del ragazzo la ricostruzione per cui avrebbe colpito Aurora per farla precipitare. A lanciare l'allarme è stato proprio il ragazzo, che avrebbe chiesto aiuto ai residenti della zona subito dopo l'accaduto. Gli investigatori stanno ora ricostruendo gli spostamenti della giovane nelle ore precedenti alla tragedia. Per questo motivo sono stati sequestrati i telefoni cellulari sia della vittima sia del 15enne, mentre proseguono le testimonianze raccolte tra vicini e persone che conoscevano i due ragazzi. La condanna del Tribunale Lo scorso 3 novembre 2025, il giudice del Tribunale per i minorenni di Bologna ha condannato alla pena di 17 anni il ragazzino 16enne imputato per l'omicidio pluriaggravato di Aurora Tila, 13 anni. Secondo le prime accuse, il giovane aveva avuto una storia con la 13enne, che poi lei aveva interrotto. Il processo si è svolto con la formula del rito abbreviato. Il pm aveva chiesto una condanna a 20 anni e 8 mesi, mentre la difesa l'assoluzione. A oltre un anno di distanza dalla vicenda. l'ex fidanzato di Aurora Tila ha confessato l'omicidio ammettendo di averla gettata dal balcone.













