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Davide Soattin

L'ammissione e le scuse in aula del giovane imputato 15enne, già condannato a 17 anni dal tribunale per i minorenni. Aurota Tila fu uccisa il 25 ottobre 2024 a Piacenza. L'avvocato della madre: «Si chiude un cerchio, la Corte ora confermi la sentenza di primo grado»

Ha confessato, ha detto di essere stato lui a uccidere la giovane Aurora Tila, gettandola da un balcone a Piacenza il 25 ottobre 2024. Al processo di appello, rendendo dichiarazioni spontanee in videocollegamento dal carcere minorile di Catanzaro, l'ex fidanzato della 13enne, condannato a 17 anni dal tribunale per i minorenni, ha cambiato versione e si è anche scusato per il gesto e per il fatto di aver aspettato tanto ad ammetterlo. «Con la confessione si chiude un cerchio. Ma ci auguriamo che la Corte confermi la sentenza di primo grado, che ha stabilito una pena congrua», dice l'avvocato Emilio Malaspina, che assiste la madre della ragazzina vittima di femminicidio.

Quando disse che Aurora si era uccisaIl fatto risale al 25 ottobre 2024, quando la giovane Aurora muore dopo un volo dal settimo piano del condominio in cui viveva a Piacenza. Insieme a lei, in quegli istanti, c'è un ragazzo che ha 15 anni e che nell'immediatezza, oltre a professare la propria innocenza, parla di un gesto volontario. Quel racconto però non convince fino in fondo gli inquirenti che avviano gli accertamenti e ricostruiscono passo dopo passo quanto accaduto. Dalle indagini emerge una frequentazione di alcuni mesi tra i due, finita per l'atteggiamento possessivo di lui. Aurora infatti, nelle chat con le amiche, parla di pedinamenti e addirittura chiede aiuto all'intelligenza artificiale per capire quale comportamento tenere con lui. A ciò si aggiunge anche la testimonianza di una persona, che agli investigatori rivela di aver notato la giovane aggrappata alla balaustra, mentre l'ex fidanzato la colpiva alle mani facendola cadere nel vuoto. Il ragazzo viene quindi arrestato.