«Una scelta furbesca» Così Morena Corbellini, madre di Aurora Tila, definisce la confessione fatta dall'ex fidanzato della figlia, che ieri 13 luglio - dopo quasi due anni - ha ammesso l'omicidio della 13 enne (l'ha gettata da un balcone a Piacenza il 25 ottobre 2024) durante il processo d'appello per omicidio pluriaggravato. In primo grado, il ragazzo era stato condannato a 17 anni di carcere. Perché la confessione oggi e non prima?«È stata una scelta molto furbesca. Prima ha scelto di fare un processo con rito abbreviato, dicendo di essere innocente. Poi, dopo quasi due anni, se ne è uscito con questo exploit definitivo. Ha ammesso di essere stato lui, chiedendo scusa. Lo ha fatto sicuramente nella speranza di poter ottenere uno sconto di pena». Secondo lei, sono scuse sentite?«No, le scuse non sono vere. Sono prettamente costruite. Sul volto non mostrava i segni del pentimento. Anzi, per un paio di volte ha guardato il proprio avvocato per chiedere quali fossero le parole giuste da dire». Le accetta comunque?«No, non le accetterò mai. Solo Dio può giustificare qualcosa e io non lo sono. Quando Dio lo giustificherà, allora lo farò anche io. Io oggi prendo atto di quello che ha detto». Non ha quindi intenzione di perdonarlo?«No, non lo perdonerò mai. Né lui, né la madre, che sapeva tutto fin dall'inizio e non mi ha detto niente. Una mamma, se è una vera mamma, deve dire quello che sa e non mentire davanti al dolore». Ha sempre creduto che fosse lui il colpevole?«Sì, non ho mai pensato che Aurora si fosse suicidata. Aveva troppa voglia di vivere». Quali emozioni l'hanno attraversata in udienza, quando ha sentito la confessione?«Sono rimasta in silenzio. Un silenzio che non voleva essere offensivo, ma per dimostrare che fin dall'inizio avevo ragione. Lui era lì, davanti a me, con l'obiettivo di creare una barriera difensiva e uscire con un exploit. Spero e mi auguro che la giustizia faccia il proprio corso e non gli vengano tolti anni». Ha paura che possa arrivare uno sconto di pena?«Paura no, la legge è legge e non la faccio io. Non ne sarei però contenta. Già 17 anni mi sembrano pochi». Meriterebbe di più?«Ha fatto un abbreviato per avere dieci anni in meno. Poi ha confessato nel tentativo di togliere altri anni e in aula ha anche riferito che sta seguendo un percorso in carcere di reinserimento. Quale percorso sia, nessuno lo sa. Però sappiamo che ha commesso altri reati durante la detenzione. Mi sembra un ragazzo agitato». Quanto le manca Aurora?«È la mia vita, la mia esistenza. Mi manca tanto. Spero sempre di vederla, di sentirla. Ma purtroppo non è così. La vita senza la mia Aurora non è vita. L'unica cosa che posso fare è andare avanti e combattere per lei».