“La lunghezza determina la taglia, non la larghezza“, lo dice con certezza Paolo Poloniato, che da circa cinquant’anni lavora nel mondo delle calzature, durante un’intervista rilasciata per DarkSide, il format d’inchiesta fondato e curato da Gianluca Zanella. Poloniato è intervenuto per esprimere i suoi dubbi sull’impronta di scarpa rilevata sulla scena del crimine di Garlasco e rientrata nella nuova inchiesta sul delitto che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Il dettaglio sull'impronta, secondo Paolo Poloniato
Cosa non torna su Garlasco
La "discutibile" strategia della difesa di Andrea Sempio
Il dettaglio sull’impronta, secondo Paolo PoloniatoCome anticipato, domenica 12 luglio sui canali ufficiali di DarkSide – Storia segreta d’Italia, il format digitale condotto dal giornalista Gianluca Zanella, è stato pubblicato un intervento di Paolo Poloniato.Poloniato è un esperto di calzature nonché impegnato nel settore da almeno cinquant’anni. L’ospite ha scelto di pronunciarsi per chiarire i tanti interventi sull’impronta di scarpa presente sulla scena del delitto di Chiara Poggi, a Garlasco, sulla quale – sostiene – sarebbero state fatte diverse semplificazioni.ANSAParliamo, ovviamente, dell’impronta a pallini associata alla ormai nota impronta 33 come una prova della presenza di Andrea Sempio sulla scena del delitto mentre la 26enne veniva uccisa, una verità presentata dalle analisi antropometriche effettuate dalla dottoressa Cristina Cattaneo incrociate con i dati della BPA dei Ris di Cagliari.Secondo Poloniato, tuttavia, non sarebbe possibile determinare l’appartenenza di una scarpa a un dato soggetto sulla base della larghezza di un’impronta, tanto meno misurando il suo piede. “La lunghezza determina la taglia, non la larghezza”, spiega a Gianluca Zanella, e aggiunge: “La larghezza, in questo tipo di prodotto, non è l’elemento fondamentale“.Cosa non torna su GarlascoPoloniato considera “non fallace, ma discutibile” la strategia adottata dalla difesa di Andrea Sempio – rappresentata da Liborio Cataliotti e Angela Taccia – per contrastare quanto stabilito dai consulenti incaricati dalla Procura di Pavia.Cataliotti e Taccia, infatti, lavorano sulle misurazioni della larghezza di quella impronta in confronto a quella del piede di Sempio: secondo Poloniato l’errore sarebbe proprio questo: la larghezza è soggetta a più variabili – dalla forma del piede al materiale della tomaia – che possono far differire i valori anche in una comparazione tra più scarpe dello stesso numero.La “discutibile” strategia della difesa di Andrea SempioLa difesa di Sempio, quindi, secondo Poloniato farebbe bene a concentrarsi sulla lunghezza. Così operando, invece, si rischia di dimostrare che l’impronta rinvenuta sulla scena del delitto di Garlasco sia effettivamente compatibile con il piede del loro assistito.Recentemente gli avvocati di Sempio hanno testato la calzata di due paia di scarpe sul loro assistito: un paio Frau numero 42 scamosciate e un paio 43 in plastica dello stesso marchio. Il loro assistito non è riuscito a indossarle in quanto calza il numero 44.










