Garlasco Se l’assassino di Chiara Poggi calzava una scarpa Frau taglia 42, come stabilito dalla sentenza a carico di Alberto Stasi, basterà trovare il piede che entra in quella scarpa per individuare con certezza anche il killer. Sono partiti da questa premessa gli avvocati e i consulenti del pool difensivo di Andrea Sempio per cercare quel modello di calzatura e farlo provare all’indagato. «Abbiamo trovato il modello Frau prodotto dal suolificio Margon in un vecchio magazzino, grazie ad alcuni progettisti di un’azienda – spiega l’avvocato Liborio Cataliotti, che difende Sempio insieme alla collega Angela Taccia –. Abbiamo fatto provare a Sempio sia il 42 che il 43, ma non entra». Il test, eseguito a Roma dal consulente Armando Palmegiani, è stato filmato e il risultato messo a disposizione dei pm pavesi che accusano il commesso di 38 anni, amico del fratello della vittima, di avere ucciso Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007. Di Sempio, secondo la Procura, sarebbero le impronte (ne furono trovate sette nelle casa di via Pascoli) della scarpa a pallini che indossava l’assassino. Una conclusione contestata dalla difesa. La suola «Abbiamo trovato il modello della scarpa Frau che fu individuato nel 2007 tra 1.330 modelli possibili, con quel tipo di suola – spiega Cataliotti –. I consulenti della Procura non ci sono riusciti. Fatto sta che quel modello non è compatibile con il piede di Sempio, che non è cambiato nel tempo». E il consulente Palmegiani aggiunge: «Sia il 42 che il 43 non sono nemmeno avvicinabili, come calzata, al piede di Sempio. Ciò che conta è la suola, prodotta dall’azienda Margon». Quel suolificio e il marchio calzaturiero Frau realizzavano scarpe stringate sportive e mocassini caratterizzati proprio da una suola in gomma a piccoli pallini in rilievo. Suola che, secondo l’ultima perizia del 2014, coincide con le orme ritrovate sulla scena del crimine, tra il corridoio vicino alla porta a soffietto, il bagno e la cucina. L’avvocato Cataliotti è convinto che proprio questo indizio, lo stesso che portò alla condanna a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, «scagionerà Sempio». L’intenzione della difesa è chiedere al giudice una perizia super partes. «Se dovesse darci ragione il processo non potrebbe andare avanti», sostiene il difensore. L’ipotesi della Procura Di certo queste impronte costituiscono una traccia cruciale. La Procura mette in dubbio l’attribuzione a Stasi, anche perché quelle scarpe di marca Frau che avrebbe acquistato in Liguria, a Spotorno, non sono mai state trovate. Al contrario i pm ritengono che quelle orme siano compatibili con il piede di Sempio, che ha sempre detto di calzare il 44. Per arrivare a questa conclusione sono stati intrecciati i dati dell’epoca con le misurazioni antropometriche di Sempio, eseguite dalla patologa forense Cristina Cattaneo. Alla conclusione di compatibilità si arriva valutando l’appoggio effettivo della suola sul pavimento. Soprattutto, per i consulenti dei pm, «le misurazioni antropometriche indicano dei valori del piede di Sempio compatibili con calzature di taglia 42-43». In altre parole, Sempio avrebbe mentito sul numero di scarpe che porta. Inoltre, nella ricostruzione alternativa della dinamica del delitto le orme si intrecciano con un’altra traccia, la N1, mai approfondita prima: un’impronta del tacco della suola a pallini che i carabinieri del Ris di Cag liari hanno isolato sul bordo del gradino zero, quello in cima alle scale che portano alla cantina di casa Poggi, dove fu ritrovato il corpo senza vita della ragazza. Questa, per gli investigatori, si incastrerebbe alla perfezione con l’impronta 33, quella del palmo della mano destra isolata sul muro delle scale, che per i pm della procura di Pavia apparterrebbe a Sempio per 15 punti di contatto. l
Sempio, test sulla scarpa Frau. La difesa: «Il piede non entra»
L’indagato filmato mentre calza il modello che coincide con l’orma del killer. Il perito Palmegiani: «Abbiamo trovato la suola prodotta in quegli anni»






