Secondo le motivazioni della sentenza emessa dal tribunale dei minori di Bologna, la 13enne, morta cadendo da un balcone a Piacenza, avrebbe chiesto a ChatGpt come distinguere un amore vero da uno tossico, il che proverebbe lo stalking subito dal fidanzatino 15enne condannato a 17 anni per omicidio.
Le richieste a ChatGpt provano lo stalking a cui era sottoposta la 13enne morta a Piacenza il 25 ottobre 2024 cadendo da un balcone. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza con cui il fidanzatino della vittima, all'epoca dei fatti 15enne, è stato condannato in primo grado a 17 anni per averla uccisa, gettandola nel vuoto, con l'aggravante proprio dello stalking, della minore età della vittima e della relazione affettiva che li legava. Stando a quanto emerge dalle motivazioni della sentenza, rese note 90 giorni dopo, la ragazzina chiedeva consigli all'intelligenza artificiale sulla relazione, se doveva lasciare il giovane e come fare a distinguere un amore vero da uno tossico.
Per il tribunale per i minorenni di Bologna la vittima è attendibile quando "con estrema franchezza" scriveva a ChatGpt "per comprendere come comportarsi in quella delicata e soffocante situazione". Sempre dalle chat analizzate emerge un quadro di gelosia ossessiva e minacce costanti da parte del condannato che avrebbe generato nella vittima un "timore, purtroppo fondato, per la propria incolumità".








