Con oltre cento anni di esperienza nel raccontare e valutare l’eccellenza gastronomica, Michelin amplia ora il proprio raggio d’azione al settore vitivinicolo. La presentazione della prima selezione delle Uve Michelin 2026, dedicata alla Borgogna, non rappresenta semplicemente il lancio di una nuova guida, ma l’ingresso di uno dei marchi più autorevoli dell’hospitality in un settore che vale miliardi di euro e nel quale reputazione e riconoscibilità incidono direttamente sul valore delle etichette.
Perché non la Champagne? La scelta di partire dalla Borgogna è strategica. È qui che si concentra una parte rilevante del mercato mondiale dei vini da collezione, dove la scarsità produttiva, la forza del terroir e il prestigio dei domaines alimentano un sistema capace di influenzare prezzi, investimenti e domanda internazionale. Presentata a Digione, la selezione inaugurale comprende 94 domaines, dei quali 62 ricevono le nuove Uve Michelin: 9 conquistano le 3 Uve, il massimo riconoscimento, 20 ottengono 2 Uve e 33 ricevono 1 Uva, mentre altre 32 aziende entrano nella guida come produttori selezionati.
Le cantine con 3 Uve
Tra i grandi nomi premiati con le 3 Uve figurano Domaine de la Romanée-Conti, il mito assoluto di Vosne-Romanée conosciuto in tutto il mondo per i suoi Grand Cru leggendari, e Domaine Leroy, altra espressione di eccellenza della Côte de Nuits guidata dalla visione di Lalou Bize-Leroy. La produttrice firma anche il prestigioso Domaine d’Auvenay, anch’esso premiato con le 3 Uve, confermandosi l’unica realtà ad aver ottenuto due riconoscimenti nella categoria più alta. Completano la selezione Domaine Cécile Tremblay, Domaine Dugat-Py e Domaine Roumier nella Côte de Nuits, mentre dalla Côte de Beaune arrivano Domaine Coche-Dury, celebre per i suoi Meursault di culto, Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley e Domaine Hubert Lamy.











