Un gruppo composto da oltre 200 economisti, ricercatori e leader dell'industria tecnologica - inclusi sedici premi Nobel - ha pubblicato un appello intitolato "We Must Act Now: A Statement on AI's Transformation of the Economy" che pone l'attenzione sulle conseguenze economiche di lungo periodo dell'intelligenza artificiale.

Nel documento si afferma che è necessario intervenire fin da subito per prepararsi a una trasformazione che potrebbe avere pochi precedenti nella storia moderna. Tra i firmatari figurano anche personalità di primo piano del settore tecnologico come l'ex CEO di Google Eric Schmidt, il cofondatore di LinkedIn Reid Hoffman, Jeff Dean di Google, Jack Clark di Anthropic e Sarah Friar di OpenAI.

Il testo del documento è volutamente sintetico, ma contiene un messaggio preciso. Secondo i firmatari, nei prossimi dieci anni l'intelligenza artificiale potrebbe diventare "radicalmente più potente", dando origine a una trasformazione economica di portata superiore a quella della Rivoluzione Industriale, ma concentrata in un arco temporale molto più breve.

Gli autori riconoscono che questa evoluzione potrebbe produrre importanti benefici, come un incremento della produttività e un miglioramento degli standard di vita, ma allo stesso tempo evidenziano rischi significativi, tra cui la possibile sostituzione di un numero elevato di lavoratori da parte dei sistemi di IA. Per questo motivo invitano economisti, decisori politici e aziende tecnologiche ad approfondire fin da ora lo studio degli effetti economici dell'intelligenza artificiale e a costruire incentivi, regole e istituzioni capaci di orientarne lo sviluppo verso un modello complementare alle capacità umane.