Si fa fatica a restare indifferenti di fronte al drammatico appello di scienziati e premi Nobel contro i rischi dell’intelligenza artificiale, che è appena entrata nelle nostre vite e già promette di sottometterle. Tra i firmatari ci sono i pionieri del settore ed è anzitutto a loro che verrebbe voglia di chiedere: ma non potevate pensarci prima? Quando l’avete creata, non immaginavate che sarebbe potuta sfuggire al vostro controllo, che avrebbe creato milioni di disoccupati e manipolato la realtà, che sarebbe arrivata a impersonare gli esseri umani, tanto che oggi non siamo più in grado di riconoscere se la foto dove il nostro amico o il noto politico ballano per strada in mutande sia autentica o generata dall’A.I.? La lucidità con cui mettete in guardia i governi dai rischi di ciò che avete progettato non poteva soccorrervi al momento della creazione? Le limitazioni che chiedete adesso non potevate inserirle voi dall’inizio?

Nessuno dubita che gli scienziati siano ispirati dal desiderio di migliorare il mondo. Però per tante ragioni, si convincono sempre che le loro invenzioni finiranno in buone mani. Invece bisognerebbe prefigurarsi lo scenario peggiore. Mettersi nei panni di una persona priva di scrupoli e creare gli antidoti per disarmarla. E sì che era già tutto spiegato nei film di James Bond, dove i cattivi maneggiano con maestria le tecnologie più avanzate. Possibile che gli scienziati veri non ne abbiano mai visto uno?