Le intelligenze artificiali (IA) sono integrate nella maggior parte dei servizi digitali che usiamo quotidianamente. Una comodità che esige, come contropartita, l’uso dei contenuti pubblicati e dei dati generati al fine di sviluppare, migliorare o addestrare i modelli IA, sempre nei limiti delle rispettive informative sulla privacy e delle norme applicabili.
Tuttavia, ogni servizio tende ad adottare politiche proprie. Alcuni consentono di opporsi a questo trattamento attraverso specifiche procedure di opt-out, altri prevedono impostazioni dedicate mentre, in taluni altri casi, ci si può sottrarre a questo scotto da pagare solo in modo assai limitato, se non è del tutto impossibile (o quasi).
Abbiamo considerato le piattaforme e i servizi più diffusi per spiegare come limitare o impedire l’esposizione dei nostri dati agli usi che ne fanno le IA.
Una questione urgente
Google sta introducendo gradualmente una nuova impostazione chiamata “Cronologia dei servizi di ricerca”, che salva automaticamente immagini cercate con Lens e registrazioni vocali per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.








