Rimini, 13 luglio 2026 – Ci sono vite che non si misurano in anni, ma in battiti. Quella di Roberta Di Benedetto è una partitura complessa, dove la paura non ha mai vinto contro la melodia del coraggio. La storia della 56enne riminese, tornata sotto i riflettori grazie alla toccante puntata del programma di Rai3 ‘Che ci faccio qui’ condotto da Domenico Iannacone, è un viaggio lungo i confini della medicina e della resistenza umana, sorretto da una straordinaria rete d’amore familiare.

Quel respiro troppo corto quando aveva 10 anni

Tutto comincia quando Roberta ha 10 anni. Quando il soffitto della cameretta diventa il perimetro di un respiro troppo corto. “Mi svegliavo la notte e mi sentivo soffocare. Quando il cuore non funziona, tutto non funziona”. I medici diedero ai genitori un orizzonte temporale strettissimo, l’adolescenza come linea d’ombra invalicabile.

“I miei hanno vissuto nella paura, ma non me l’hanno trasmessa. Erano due ragazzi giovani di fronte a una cosa enorme, ma non si sono mai arresi”.

Prima il primario dell’ospedale di Rimini, Giovanni Enrico Antonioli, poi il cardiochirurgo di Bergamo, Amando Gamba, diventano i custodi di quella speranza.