"Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha rappresentato un forte acceleratore per la trasformazione digitale. Per evitare una frenata serve ora stabilizzare la crescita con politiche strutturali e non più straordinarie. Il digitale deve diventare una componente permanente delle politiche industriali, integrata nei processi di sviluppo economico. Serve continuità negli investimenti su cloud, intelligenza artificiale e cybersecurity come leve di competitività, trasformando gli investimenti tecnologici in valore diffuso e completando la transizione digitale del Paese".

A invocare un vero e proprio piano industriale per il digitale che superi le logiche contingenti per sposare una visione di lungo periodo è Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del digitale. Il rischio di una frenata degli investimenti italiani sul digitale legato all’esaurimento dei finanziamenti straordinari del Pnrr è reale ma può essere evitato, a patto di proiettarsi sul lungo termine: "È necessario un piano industriale per il digitale che nasca da una visione di lungo periodo, quasi da un sogno condiviso. L’idea di un’Italia che tra dieci anni sia protagonista della trasformazione digitale, e non semplice utilizzatrice di tecnologie sviluppate altrove. Un piano capace di superare la logica degli incentivi frammentati e delle misure contingenti. Serve un metodo di lavoro fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, università, ricerca e sistema della formazione".