L'Editoriale

Lunedì 13 Luglio 2026

MONDO. Se un vertice Nato che doveva affrontare il tema dei temi, guerra o pace, diventa occasione mediatica per spiare eventuali sguardi obliqui tra Giorgia Meloni e Donald Trump, avrebbe ragione Vladimir Putin a considerarci - noi tutti - degli smidollati che quando gli porti via la Crimea si voltano dall’altra parte.

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In realtà – grazie per paradosso a Putin e Trump - l’Alleanza atlantica ha ripreso forza. Anche ad Ankara qualcosa di importante è emerso, magari a latere, come la licenza all’Ucraina per i Patriot, peste e corna di Putin. Sembra però che ci si debba vergognare nel rimarcarlo. Il problema è che la nostra opinione pubblica non prende sul serio la gravità della situazione. Un possibile candidato premier come Giuseppe Conte ha proclamato nel comizio di Napoli con accanto Elly Schlein sorridente ed euforica, che si sta costruendo una minaccia russa che non esiste. Non siamo gli unici. Il livello di attenzione scende quanto più la distanza in chilometri dall’Ucraina sale. In Polonia c’è un allarme vero, i Paesi baltici si sentono il possibile test di una provocazione, Svezia e Finlandia hanno abbandonato subito il romantico neutralismo pacifista. La Germania sta costruendo bunker nelle metropolitane e ha stanziato somme enormi per la difesa, cambiando addirittura la Costituzione.