di
Federica Bandirali
L'attore de "I ragazzi della terza C" parla del percorso del figlio di 25 anni, che necessita di assistenza continua: «L'autismo ci ha insegnato a guardare la vita da un'altra prospettiva»
Fabrizio Bracconeri ha deciso di raccontare la sua esperienza familiare accanto al figlio Emanuele, 25 anni, affetto da autismo e bisognoso di un supporto costante nella vita quotidiana. L'attore, noto al grande pubblico per il ruolo di Bruno Sacchi ne «I ragazzi della terza C», ha parlato al settimanale DiPiù del percorso affrontato dalla famiglia, fatto di difficoltà, ricerca e piccoli grandi traguardi. «Mio figlio richiede un controllo e un'attenzione costanti, ventiquattro ore al giorno. È quello che gli diamo io e mia moglie Monica», ha raccontato Bracconeri, spiegando come la condizione del figlio abbia profondamente cambiato il modo di vivere e interpretare la quotidianità. Nonostante le difficoltà legate all'autismo, l'attore non descrive mai Emanuele attraverso la malattia, ma attraverso il valore della sua presenza. «Mio figlio è un dono di Dio. Un grandissimo dono di Dio», ha detto, sottolineando come il figlio abbia insegnato alla famiglia una nuova prospettiva sulla vita. «Emanuele ci fa vedere il mondo in modo diverso, ci porta ad accontentarci di quello che abbiamo, senza recriminazioni. Ci consideriamo dei privilegiati», ha spiegato.







