In giro per le strade di Erchie è spuntato un manifesto funebre voluto dall'amministrazione comunale. Non riguarda la scomparsa di una persona, ma di Giardino, un cane libero che viveva nella cittadina pugliese.

Un cane di quartiere, come vengono chiamati ora i randagi accuditi dalla comunità, che ha lasciato un segno nel cuore di tanti. Il manifesto recita così: "Ci ha lasciati Giardino, presenza affettuosa e ormai simbolo del paese. Con la sua dolcezza, la sua fedeltà e il suo modo unico di accompagnare le giornate di tanti, ha saputo conquistare il cuore di grandi e piccoli, diventando parte della vita della nostra comunità. Il paese intero si stringe con affetto al ricordo del suo inseparabile amico. Ciao Giardino, non ti dimenticheremo mai". La storia di questo cane si intreccia inesorabilmente con quella della comunità erchiese: Giardino era lì sin da cucciolo, pare arrivato a causa di un abbandono. Per tutta la vita ha partecipato attivamente alla quotidianità del paese, affiancando le persone durante le giornate, punto di riferimento di bambini e adulti che lo conoscevano e trattavano da pari nel piccolo borgo pugliese.

A tributargli onore è stato il sindaco Giuseppe Margheriti e tutta l'amministrazione comunale tappezzando appunto il centro della cittadina con i manifesti funerari per sottolineare l'importanza del suo ruolo all'interno del Comune. La storia di Giardino non è in realtà così rara ma sono sempre di meno i cani che, soprattutto in Italia e nel resto dell'Occidente, hanno la possibilità di convivere con gli esseri umani senza avere un'unica figura di riferimento. Questo cane pugliese, come appunto anche altri che si possono incontrare soprattutto al Sud, viene indicato come "cane di quartiere". Si tratta di una fattispecie riconosciuta da diverse leggi regionali che consentono ad alcuni cani di poter rimanere liberi sul territorio, seguiti da cittadini tutor e intestati al Primo cittadino. Tra le regioni che prevedono questa tipologia di cani c'è la Puglia e la Campania ha fatto da apripista.