Non c’erano slogan né palchi, ma fotografie che si muovevano leggere al vento. Questa mattina, ai Giardini Sambuy, davanti a Porta Nuova, decine di persone si sono ritrovate attorno a un faggio pendulo trasformato, per un giorno, in luogo di memoria condivisa. Un incontro semplice e partecipato, nato per ricordare i cani che non ci sono più e celebrare un legame che continua nel tempo.

L’iniziativa, intitolata Dog Memorial Tree, è stata ideata da Navid Tarazi, conosciuto sui social come Doggodaiily, fotografo che da anni ritrae cani e famiglie con una domanda diventata il suo segno distintivo: “Posso fare una foto al tuo cane?”. Accanto a lui, volontari e cittadini hanno appeso ai rami dell’albero le immagini degli animali scomparsi, legate con nastrini rossi, ciascuna accompagnata da una dedica o da una breve storia.

Il risultato è stato un memoriale spontaneo e rispettoso, capace di fermare passanti e curiosi. Ogni fotografia raccontava un rapporto unico: anni di convivenza, momenti difficili attraversati insieme, quotidianità fatte di gesti semplici. Non un’installazione artistica fine a se stessa, ma uno spazio vivo, pensato per accogliere ricordi e affetto.

Durante la giornata si sono alternati incontri informali, testimonianze e il firmacopie del libro “Posso fare una foto al tuo cane? Storie di amore, resilienza, complicità”, che raccoglie parte del lavoro di Tarazi. Molti partecipanti sono arrivati appositamente da fuori città, altri si sono fermati per caso, attratti dall’albero carico di immagini. In comune, la stessa esigenza: condividere un ricordo.