Questo successo a Wimbledon, il quinto Slam conquistato da Jannik Sinner, “sicuramente è stato qualcosa di davvero speciale“. Parola di Darren Cahill, mentore e coach del campione altoatesino, che in conferenza stampa dopo la finale vinta contro Alexander Zverev ha raccontato ciò che rende lui e Simone Vagnozzi “più orgogliosi” nel lavorare con Sinner. Il concetto chiave è la capacità di reagire alle delusione, alle batoste. È il grande segreto del campione altoatesino, nonché il significato più profondo del trionfo bis a Wimbledon. “È riuscito ad arrivare ai vertici del tennis mondiale – ha detto Cahill – Lungo il percorso, però, ha dovuto incassare anche parecchi colpi duri“. Il riferimento è chiaro: “Penso a quello che è successo al Roland Garros quest’anno“. Cahill però ha raccontato nel dettaglio l’atteggiamento straordinario di Sinner, la sua voglia di non abbattersi mai. Quello che più lo lega al campione altoatesino, nonostate alla fine di questa stagione potrebbe arrivare la separazione: il tecnico australiano ha lasciato aperta la questione, lasciando intendere che la decisione definitiva arriverà solo alla fine del 2026.
“Ciò che ci rende più orgogliosi è il modo in cui riesce sempre a reagire”, ha spiegato Cahill. Poi l’anedotto: “Jannik non rimane abbattuto a lungo. Certo, subito dopo una sconfitta è deluso, come è normale che sia. Ma già il giorno successivo riceviamo una telefonata: ‘Va bene ragazzi, cosa facciamo adesso? Quando torniamo in campo? Su cosa lavoriamo? Qual è il prossimo obiettivo? Cosa dobbiamo migliorare?'”. Per il tecnico australiano questo è un punto fondamentale nel processo di crescita di Sinner: “È proprio questo che rende così bello lavorare con lui. Abbiamo parlato tante volte della sua capacità di reagire ai momenti difficili, tornando ogni volta più forte, più preparato e più determinato“.










