L’aspirapolvere esisteva già all’inizio del secolo scorso, phon e ventilatori sono in vendita da decenni, il primo asciugamani elettrico ad aria è stato commercializzato nel 1921. Dyson non ha inventato niente, allora? “In realtà abbiamo inventato dei prodotti del tutto nuovi”, obietta Jake Dyson, figlio del fondatore James, oggi membro del consiglio di amministrazione dell’azienda e responsabile della direzione creativa, del marketing e della divisione robotica del gruppo. “Ad esempio, stavamo lavorando a un dispositivo simile ai Google Glass vent’anni prima di Mountain View. Avevamo un robot per la pulizia dei pavimenti a umido più di dieci anni fa, prima di chiunque altro. Spesso abbiamo lavorato su cose che poi abbiamo deciso di non portare avanti, ma siamo un'azienda privata, investiamo nelle nostre tecnologie, così dobbiamo ragionare sul lungo periodo e concentrarci sui nostri punti di forza». Quelli che hanno portato al successo l’azienda britannica, nata nel 1991, sono diversi: l’attenzione al design, il ricorso costante all’ingegneria più avanzata, un marketing discreto ma efficace. E soprattutto la capacità di trovare nuove soluzioni per vecchi problemi. “Partiamo dall’uso dei prodotti, dalle difficoltà che le persone incontrano tutti i giorni”, spiega Jake Dyson. Così sono nati l'aspirapolvere ciclonico, l'asciugacapelli senza la resistenza esposta, il ventilatore senza pale. E, più di recente, le cuffie OnTrac e l'HushJet Mini Cool, ventilatore portatile indossabile da 212 grammi e 99 euro, il primo prodotto Dyson dedicato al raffrescamento personale in mobilità.
Jake Dyson: “Innovare non è solo inventare nuovi prodotti”
Il figlio del fondatore dell’azienda inglese è responsabile della divisione robotica e del marketing e del gruppo. E racconta il futuro di Dyson: “Puntiamo su …








