di
Adriano Panatta
Per l'ex campione, Zverev ha giocato nel migliore dei modi ma Jannik è ancora lontano. Ora c'è bisogno del rientro di Alcaraz
Carlitos è il mio Godot. Io lo aspetto, convinto sinceramente che solo con i due di nuovo in coppia — Sinner da una parte, Alcaraz dall’altra, sempre che il suo infortunio non si dimostri troppo serio, ma mi auguro davvero di no — il tennis sarà di nuovo un confronto aperto, il duello che tutti desiderano. Ora non lo è e non potrebbe esserlo. Vincendo il suo secondo Wimbledon Sinner ha dimostrato di essere troppo forte per tutti. Ha respinto Zverev che nel frattempo ha vinto Parigi e si è portato al secondo posto della classifica. Ed è la decima sconfitta consecutiva che somministra al tedesco. Lo sport, non solo il tennis, ha bisogno di confronti aspri per risultare più attraente che mai.
Eppure, Zverev l’ha affrontato nel migliore dei modi, gli faccio i complimenti. Si vede che la vittoria a Parigi gli ha restituito quella fiducia che troppe sconfitte impreviste avevano dissolto. E Zverev è un signor giocatore, con i suoi colpi base più che robusti e quel servizio che alla lunga si fa sempre sentire. Ma Sinner è ancora lontano, e migliore del tedesco. Il match è stato in parità fino al 6-6 del secondo set, da lì in poi il rullo compressore dell’italiano non ha trovato più ostacoli.







