Alessandra Ollari è stata prima una donna che si è voluta isolare, poi una persona scomparsa ed oggi è ufficialmente la vittima di un omicidio senza colpevoli, che però potrebbe non essere affatto un delitto. Ne è certa tuttavia la procura di Parma, che da oltre due anni indaga sulla sua morte, e tre settimane fa ha chiesto di archiviare il fascicolo, ammettendo di non essere in grado di trovare l'assassino e il suo movente. Spera però, il capo di questo ufficio, il procuratore Alfonso D'Avino, in dichiarazioni al Corriere della Sera, che prima o poi emerga qualche elemento che possa far riaprire il caso. Ci ha sperato la trasmissione Chi l'Ha Visto, che per mesi ha seguito la vicenda, quando ancora se ne sapeva poco o nulla. Ci sperano ancora il fidanzato e le cugine della 53enne, che nella misteriosa scomparsa di Alessandra, sono parti offese. La vita Gli ultimi mesi e gli ultimi attimi di vita della Ollari sono stati pieni di anomalie e sono tuttora adombrati dai dubbi. Era figlia unica. Originaria delle colline parmensi. Aveva, insieme al compagno, Ermete Piroli, abitudini eccentriche ma innocenti, come (da racconti pubblici di quest'ultimo), partire improvvisamente per un viaggio e bivaccare in macchina. Nessuno dei due lavorava. Vivevano in un appartamento di Parma, grazie agli affitti dei negozi che i genitori di lei, entrambi morti, le avevano lasciato in eredità. La data ufficiale della sua scomparsa è il 24 giugno 2023, perché la sera di quel giorno, Piroli andò dai carabinieri a raccontare che non era rientrata a casa. I negozianti che le affittavano i locali, tuttavia, non ricevevano più sue risposte via whatsapp già da maggio. Il disagio mentale Era un anno e mezzo che non usciva più di casa. Lo ha ricostruito lo stesso Piroli, ammettendo che era caduta in questo stato psicologico dopo aver scoperto un suo tradimento. La condizione mentale della Ollari non è mai stata diagnosticata da uno specialista, ma era molto dimagrita e debole. Secondo il racconto reso da Ermete agli inquirenti, quel 24 giugno lui l'aveva spronata a uscire per andare a fare la spesa, vedere qualcuno, prendere un po' d'aria. Tra casa loro e il supermercato Esselunga dove si rifornivano, ci sono 700 metri. Tra il loro ultimo colloquio in persona e la segnalazione in caserma, sono trascorse circa 5 ore. 7 mesi, addirittura, sono però passati prima che il suo corpo fosse ritrovato. È stato un pensionato che portava a spasso il cane che, attirato dai segnagli dell'animale, ha visto il cadavere in un'aiuola alberata, vicino a un gruppo di condomini. Era il 2 febbraio 2024, non era lontana da casa, né dal supermercato, ma nemmeno era sul percorso più breve tra l'uno e l'altro luogo: per arrivare lì, ha fatto, da viva o da morta, una sensibile deviazione verso la periferia e le campagne. I test sul cadavere La prima autopsia eseguita a stretto giro, aveva escluso l'ipotesi omicidiaria, non rilevando segni di violenza. La Procura però, per scrupolo, ha ordinato altri accertamenti specifici, da cui è emerso il principale caposaldo a favore della teoria del delitto: l'osso ioide di Alessandra era fratturato e questo accade di solito nei casi di strangolamento, strozzamento, impiccagione. Lo ioide, che si trova nel collo, non è tuttavia l'unico fattore sospetto. Acccanto al cadavere, supino, non sotterrato e a malapena coperto dal fogliame, c'erano ancora le cose che la donna aveva acquistato al supermercato, ma disposte secondo un ordine insipegabile nei dintorni: il tubetto di maionese, per dire, era nell'incavo di un tronco. La stessa stranezza, poi, era stata applicata anche alle sue scarpe, tolte, riposte ordinatamente accanto, coi lacci sfilati a loro volta appoggiati accanto alla sua cintura. La svolta Tutto lo scenario, unito alla frattura dell'ioide, ha portato gli investigatori ad essere sicuri che sia stata uccisa. Il primo sospettato, è stato naturalmente Ermete Piroli, che ha vecchi precedenti per violenza sessuale, senza che nulla di nuovo emergesse sul suo conto. Altre piste minori sono risultate infruttuose, come per esempio quel contatto salvato sul telefono di Alessandra col nome "devil's daugher", ossia la figlia del diavolo. Nemmeno su questo fronte è stato trovato alcunché. I dubbi In una vicenda in cui non si è potuto stabilire con precisione la data della morte, non si è sicuri se il luogo della stessa e quello del ritrovamento coincidano e nemmeno è stata data una spiegazione al fatto che nessuno abbia scoperto un corpo così vicino al luogo dell'ultimo avvistamento, prima di sette mesi, va valutata anche l'ipotesi di quello che tecnicamente si definisce bias di conferma. In altri termini, se tutti gli elementi raccolti lasciano suppore l'intervento di almeno una terza persona nella morte di Alessandra Ollari, si è portati a convincersi che sia stata uccisa, mettendo da parte uno scenario apparentemente meno probabile, ma pur sempre possibile. È vero per esempio che la frattura dell'osso ioide è spesso sintomo di uno strangolamento, ma non è vero che ne è la prova inconfutabile. Lo ioide di un corpo esposto alle intemperie per 210 giorni, dall'estate all'inverno, attraverso l'autunno, può rompersi per molteplici fattori non criminali, anche per esempio a causa del clima. E poi, è tragico, ma una persona può impiccarsi anche da sola e il mezzo con cui l'ha fatto può sparire dalla scena per molte cause, se trascorre così tanto tempo. Infine, la disposizione degli oggetti personali e gli acquisti recenti, che per prima ipotesi configura un rituale omicida o un tentativo di sviare le indagini simulandolo, è anche assolutamene compatibile, e la casistica è documentata in letteratura medica, con un episodio psicotico grave, che l'improvvisa interruzione dell'isolamento in casa, potrebbe aver causato. Le tre ipotesi In altri termini, dato che nessuno aveva un vero motivo per uccidere Alessandra Ollari, che non c'è una sola traccia di un omicida e che lei è uscita di casa repentinamente dopo mesi di reclusione, le possibilità sono tre: o l'ha uccisa l'unica persona che sapeva che sarebbe uscita, Ermete Piroli, che però non è stato mai neanche indagato. O è stato un aggressore estemporaneo, che sarebbe quindi a piede libero da tre anni, senza però aver commesso un solo errore nell'azione. O Alessandra si è addentrata volontariamente sotto quelle frasche che in giugno sono folte e, nella solitudine di quell'ombra, ha posto fine alla sua esistenza e dato vita al proprio enigma.
Alessandra Ollari trovata morta in un bosco. “Venne uccisa”. Ma dopo tre anni non ci sono indagati
Il corpo rinvenuto sette mesi dopo la scomparsa. La procura conferma la pista dell’omicidio ma chiede l’archiviazione






