di
Valentina Rorato
Quello tra fratelli è la forma più frequente di violenza domestica. È spesso sottovalutato, ma può servire ai genitori per ripensare ai propri metodi educativi rispetto alla composizione dei conflitti
I bulli non nascono bulli, ma lo diventano imitando il comportamento dei genitori o dei fratelli più grandi.
A rilanciare con forza questa tesi è la psicologa Angela J. Narayan, docente all'Università di Denver ed esperta di traumi infantili. I bambini e gli adolescenti – secondo l'esperta – sono dei veri e propri «osservatori sociali» e assorbono i metodi che mamma e papà (o gli adulti di riferimento) usano per gestire i conflitti, ottenere ciò che vogliono o imporre la propria autorità. Se in casa le divergenze vengono risolte attraverso minacce, manipolazioni psicologiche o critiche feroci, il piccolo, durante la crescita, normalizza questi comportamenti e tende ad adottarli anche nella relazione con i pari.






