TRENTO. Basta dare un'occhiata ai numeri che appaiono aprendo ZeccAPP, il primo progetto di «citizen science» per la segnalazione delle zecche sviluppato dalla Fondazione Mach, per capire quanto questi animaletti siano diffusi sul territorio. L'app permette di segnalare la presenza di zecche in tutto il territorio nazionale ma sicuramente le segnalazioni in Trentino sono le più numerose: da Cavalese a Canazei, ma anche lungo la valle dell'Adige, in valle di Non, in valle dei Laghi e poi già verso Rovereto e zona Garda. I casi segnalati in pochi mesi sono centinaia. Per ogni segnalazione viene indicata la data e il luogo: campi, parchi, boschi. Ci sono zone dove la concentrazione sembra essere maggiore: 17 i casi segnalati nella zona di Vezzano, 10 nella zona di Civezzano, 6 verso Stenico, altrettanti nella zona di Coredo. Parecchi casi anche intorno ai laghi di Levico e Caldonazzo, una ventina di segnalazioni tra Cavalese e Moena e una ventina in Primiero. Numeri che ovviamente sono solo la punta dell'iceberg perché non tutti segnalano quando trovano sulla pelle questi pericolosi animaletti. «Il progetto - aveva spiegato Annapaola Rizzoli, responsabile dell'unità ecologia applicata del centro ricerca e innovazione della Fondazione Mach - si propone non solo di raccogliere le segnalazioni riguardo alla presenza di zecche sul territorio, ma anche di diffondere informazioni e strategie utili per la prevenzione sanitaria».