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L'emergenza
di Leandro Perrotta
13 Luglio 2026, 06:22
Torna il caldo estremo, e si innalza anche l’allerta per il rischio incendi: solo ieri, nel palermitano, sono stati spenti 33 roghi. E in Sicilia l’apparato di emergenza non può fare ricorso alle sole risorse istituzionali: il ruolo dei volontari è sempre più centrale. Per Salvo Cocina, dirigente della Protezione civile della Regione siciliana, questo è però un bene. «In Trentino-Alto Adige governano un enorme patrimonio boschivo solo con i gruppi comunali», spiega. E la Sicilia, dove - ad esempio - il Corpo forestale regionale su un organico teorico di 1300 agenti ne ha a disposizione solo circa 350, sta seguendo questa impostazione. Il risultato sono «circa 100 interventi al giorno da parte dei 2.500 operatori antincendio da noi formati. Intervengono prima che le fiamme si propaghino. Un dato poco noto perché, per fortuna, quei roghi non diventano notizia». I volontari segnalano gli incendi, si mettono in contatto con gli enti preposti, e soprattutto perlustrano i luoghi. E poi «ci sono anche tanti cittadini che, spesso riuniti in associazioni, fanno questo monitoraggio continuo in maniera indipendente».











