HomeBolognaCronacaStorie di amore e dolore, quattro casi in tre anniRoberto e Gianna non sono stati i primi. La cronaca di Bologna, con tragica cadenza, racconta di fatti analoghi....Roberto e Gianna non sono stati i primi. La cronaca di Bologna, con tragica cadenza, racconta di fatti analoghi....Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciRoberto e Gianna non sono stati i primi. La cronaca di Bologna, con tragica cadenza, racconta di fatti analoghi. Omicidi tra le mura domestiche, maturati nel dolore della malattia. Nel dicembre di due anni fa era successo ad Altedo di Malalbergo, dove Luciano Baraldi, 71 anni, aveva sparato alla moglie Marina Bassoli, 64 anni, malata da tempo. Avevano lasciato un biglietto, scritto a quattro mani: "Quella che stiamo vivendo non è più vita", diceva.

Un anno prima, nel luglio del 2023, Atos Ricini, di 72 anni, aveva chiamato il figlio: "Uccido la nonna", gli aveva detto. E poi aveva sparato con un fucile da caccia a sua madre Norma, 94 anni, nell’appartamento che condividevano in via Marzabotto. Con la stessa arma si era poi sparato. Pochi mesi prima, Carla Grazia, 76 anni, aveva ucciso a coltellate il marito Renzo Marchesi, 78 anni. Erano in auto a pochi chilometri da casa, a San Giovanni in Persiceto. Lui era affetto da tempo dal Parkinson. Lei aveva cercato di ammazzarsi a sua volta, tagliandosi le vene e ferendosi con il coltello all’inguine. Non era morta. Arrestata dai carabinieri, era stata prosciolta in udienza preliminare: per i giudici la donna quel giorno aveva perso il contatto con la realtà e, al momento del delitto, non era in grado di comprendere ciò che stava facendo.