Bologna, 13 luglio 2026 – Prima due colpi, in rapida successione. Poi, a distanza di qualche attimo, un terzo rumore. “Forte, come un tuono vicino, come qualcosa che cadeva”, dirà una vicina. E poi, solo silenzio. Se ne sono andati così Roberto Rizzioli e Gianna Galletti, per tutti solo la ‘signora Gianna’. Ottantun’anni lui, ottantasei lei. Una vita sempre passata insieme, quasi in simbiosi in quel bell’appartamento al quarto piano di un palazzo in via Shakespeare. Sabato mattina, una vita di coppia vissuta in punta di piedi e sempre con il sorriso si è conclusa in modo tragico e rapido. Il tempo che Roberto esplodesse tre colpi di pistola, con l’arma regolarmente detenuta, una rivoltella. Due contro sua moglie, che era nel letto. L’altro l’ha tenuto per sé. Il palazzo di via Shakespeare dove viveva la coppia

L’allarme dato dai vicini di casa che hanno trovato i corpi

L’allarme è scattato sabato mattina intorno alle 6,30. Sono stati i vicini di casa, che con la coppia di anziani condividevano il pianerottolo, a trovare i corpi senza vita e dare l’allarme al 118 e alla polizia. Sembrava come se Roberto avesse pensato a tutto, pianificato tutto: la porta dell’abitazione era socchiusa, un biglietto d’addio era in bella vista, con le ultime volontà e riferimenti al testamento. Lo hanno trovato gli agenti delle Volanti, intervenuti nel palazzo dove per tutta la giornata è stato un via vai di polizia. Nell’appartamento, adesso posto sotto sequestro, si sono alternati il medico legale e la Scientifica, che ha repertato tracce che, attimo dopo attimo, hanno reso più evidente la dinamica di una tragedia domestica. Dai primi accertamenti effettuati dalla polizia sembra che a spingere l’uomo all’estremo gesto sia stato lo stato di salute della moglie, che avrebbe avuto una grave malattia. Un omicidio ‘pietoso’, si diceva una volta. La polizia ha lavorato per un’intera giornata in via Shakespeare, ascoltando vicini e conoscenti della coppia per ricostruire i motivi del gesto estremo